EKPOMBI/LA TRASMISSIONE (1968)
Lo stilema di Angelopoulos è chiaro
fin dall'inizio della sua produzione, un cortometraggio di 23 minuti. Per le
strade dello shopping di Atene dei giornalisti della radio cercano di
ricostruire la fisionomia dell'uomo ideale con un identikit. Individuano un uomo della piccola
borghesia di un mondo perduto - l'uomo oggetto di Antonioni- che non fanno nemmeno parlare. Inizia così:
“Prima dicevano:
compra la crema x per avere una pelle
giovane e delicata
Ora dicono: compra la crema x per essere felici.”
È già presente il distacco dagli
eventi rappresentati, la narrazione ellittica, l'alienazione capitalistica, il
deserto culturale di Atene e del mondo riempito da individui slegati,
disintegrati, vuoti e "animati dagli oggetti/gadgets" (Lacan, Roma
1974) contro la favola dello spirito del capitalismo (Max Weber).
Una società, quella di Atene come
quella di Teheran negli stessi anni, che pascola beatamente sotto il terrore
del Regime.
“Strana gente che crede di trovarsi nell’Attica e non è
in nessun posto:
acquistano confetti per le nozze,
hanno “lozioni per capelli”, si fanno
fotografare…
Intanto la Grecia viaggia, viaggia sempre.” SEFERIS
BEEKII